venerdì 9 settembre 2011

Norwegian Wood



Norwegian Wood
Giappone/Vietnam, 2010. Di Tran Ahn Hung. Con Rinko Kikuchi, Kenichi Matsuyama, Kiko Mizuhara, Tokio Emoto, Haruomi Hosono, Kengo Kora, Shigesato Itoi, Reika Kirishima. Genere: Drammatico. Durata: 129'

Dopo che Kizuki, il suo migliore amico, si è suicidato, Toru cerca di cambiare vita e inizia ad instaurare, all'università, un rapporto con l'ex fidanzata di Kizuki, che sente la sua stessa perdità e il suo stesso dolore. Ma Toru si sente anche attratto dalla bella e timida Midori...

"Norwegian Wood" ha l'aggravante gravissima di essere la trasposizione cinematografica di uno dei più famosi bestseller della letteratura giapponese contemporanea, soprattutto se ad opera di uno come Haruki Murakami, le cui opere, nonostante la semplicità che scaturisce bellezza proprio nelle sue lunghe... e coinvolgenti descrizioni, nelle sue trame apparentemente semplici e nelle introspezioni psicologiche, sono difficilmente trasportabili in un contesto cinematografico (lo scrittore stesso, solitamente, nega i progetti cinematografici basati sui suoi racconti).

Ma alla regia non c'è di certo un novellino: Tran Ahn Hung, vietnamita, aveva colpito con un grandissimo film come "Il Profumo Della Papaya Verde", proseguendo deliziosamente con "Cyclo" e il meno riuscito, ma ugualmente notevole "Solstizio D'Estate" . E il cast è formato da nomi noti, con lo spiccare della deliziosa e sempre bravissima Rinko Kikuchi (già vista in "Babel" e in "Hole In The Sky). Se poi si aggiunge una fotografia splendida e una colonna sonora straordinaria tra i Can, i Beatles, i Doors e pezzi inediti composti dal Johnny Greenwood dei Radiohead, il quadro sembra pronto.

E cosa ne esce? Più che a Murakami, dobbiamo pensare a Tran. Il suo è un film che rientra pienamente nella sua filmografia, dimenticando però il vago esotismo in favore di una contemplazione tutta giapponese per la bellezza di scenari straordinari e surreali: un film che si costruisce per immagini e non per azioni. è la potenza dell'immagine, dunque a prevalere, riuscendo quasi sempre a infondere nello spettatore sia momenti di pura morbosità e insicurezza (come del resto traspariva anche nel romanzo), e altri in cui sospirare diventa automatico.

Ed è nelle immagini che il film trova la sua forza, raggiungendo apici di bellezza assoluta in tante, tantissime sequenze (la carrellata dell'abbraccio sotto la neve, che unisce in pochi secondi amore e morte), che rendono "Norwegian Wood" un film assolutamente da non perdere, che elimina l'azione in favore di un impatto emotivo decisamente degno di nota.

Ci sono, tuttavia, diversi difetti: in più punti è francamente ripetitivo, troppo lungo ed è (inevitabilmente) meno riuscito del romanzo a cui si ispira, lasciando che la narrazione non coinvolga fin troppo.
Una visione attenta, però, la merita eccome.

IL MIO VOTO: 7.5






Trailer:



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