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domenica 23 ottobre 2011

Viol@


Viol@
Italia, 1998. Di Donatella Maiorca. Con Stefania Rocca, Stefano Rota, Rossana Mortara, Rolando Ravello, Aisha Cerami, Elio Pistolesi, Ennio Fantastichini, Riccardo Bucci, Salvatore Di Benedetto, Giuseppe Gennusa, Geraldine Maiorca, Gionata Maiorca, Neri Marcorè. Genere: Drammatico. Durata: 86' 

All'epoca, uno script attuale questo "Viol@", film passato alla storia grazie alla sciagurata scena di (vera) masturbazione femminile nella vasca da bagno, opera tutta italiana presentata al Festival di Cannes 1998, che presentava il concetto di erotismo e voyeurismo attraverso la chatroom di internet, vista come inferno e angoscia per il non sapere "chi c'è dall'altra parte dello schermo".

Quello che ora è spunto di orrenda banalità (basti pensare all'orrido "I Segreti Della Mente", già da me recensito), "Viol@" sembrava poter raccontare quest'universo in un erotismo placido e conturbante, girato inaspettatamente da un occhio femminile. Quello che poteva essere un grande film, però, viene snaturato da una messa in scena un po' cheap, da musichette irritante e da un montaggio un po' campato per aria, oltre che da una regia che più anonima non si può.

Stefania Rocca offre un'eccellente performance e dona fragilità e sicurezza al suo personaggio, salvandolo dallo stereotipo, ma il film, seppur piacevole, è ricco di difetti, anche di ingenuità nella sceneggiatura che ne impediscono la morbosità che vorrebbe creare. Un film che sarebbe stato interessante se si fosse concentrato ancora di più sul crollo psicologico della protagonista più che del voyeurismo spesso inquietante con cui la regista ne esibisce il corpo nudo e che fallisce quando un tristissimo colpo di scena non fa crollare tutto il film. 

Peccato. Poteva essere molto di più. Nel panorama italiano c'è di peggio (anzi...c'è l'imbarazzo della scelta), ma da un film che aveva del potenziale ci si doveva aspettare di più.

IL MIO VOTO: 5.0 







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Hellphone



Hellphone
Francia, 2007. Di James Huth. Con Jean-Baptiste Maunier, Jennifer Decker, Benjamin Jungers. Genere: Commedia/Thriller/Grottesco. Durata: 91' 


Baracconata per teenagers francesi che prende lo spunto dal disagio esistenziale di una saga horror come "The Call", che univa l'orrore post-Ring ad una metafora profondissima sull'assenza di comunicabilità in un mondo in cui comunicare sembra sempre più facile e avanzato. "Hellphone" ne prende le basi, poi la butta sul comico-thriller-fantascientifico, riuscendo ad attirare sempre l'attenzione, nonostante i numerosissimi buchi nella sceneggiatura (il negozio cinese dove il protagonista compra l'hellphone, poi, sparisce nel nulla, come se fosse il banale espediente di farglielo avere) ,un montaggio spesso troppo videoclipparo e un finale di rara bruttezza, è un film che intrattiene molto bene, grazie ad indovinatissime scene di cinismo inaspettato (il ragazzo che fuma una sigaretta seduto in autostrada che viene investito da un furgone con scritto "Il fumo uccide"), una recitazione volutamente sopra le righe e incidenti/morti più che originali (il professore soffocato dai gessetti rulez).

è un film frenetico, palesemente girato per ragazzini, e nonostante un protagonista-pesce lesso, regge bene, con qualche tocco kitsch (lo spogliarello in sala mensa) che non guasta e genitori sull'orlo del crollo emotivo, tra madri tr.oie che aprono i loro chakra e altre con il comunismo nel cuore. Un film per ragazzini, sì, ma (escluso il finale) per nulla prevedibile e, per questo, riuscito.

Nulla di speciale, ma sa di non esserlo.



IL MIO VOTO: 6.5








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venerdì 30 settembre 2011

Stay Alive


Stay Alive
USA, 2006. Di William Brent Bell. Con Jon Foster, Frankie Muniz, Milo Ventimiglia, Samaire Armstrong, Sophia Bush, Adam Goldberg, Jimmi Simpson. Genere: Horror. Durata: 80' 

Film bistrattato, criticato e flagellato sin dall'epoca della sua uscita, "Stay Alive" è il classico filmetto horror americano per adolescenti che vive di certi strafalcioni inevitabili (i momenti di tenero tra i protagonisti nei momenti meno opportuni), personaggi stereotipati (qui ce ne sono solo un paio che non siano verosimili, ma sono irritanti come dieci persone diverse, vedasi Frankie Muniz e Jimmi Simpson) e un immaginario totalmente rubato dalla cinematografia horror orientale (dal classico "The Ring" a film minori, ma comunque piacevoli come "Il Fiore Della Vendetta", che, guardacaso, aveva un videogioco come centro della narrazione). Non manca poi nemmeno la tristissima trovata, tipica di molti horror contemporanei, dove il protagonista si riaffaccia alle proprie paure infantili per salvare la situazione e risolvere il mistero.

Eppure, contrariamente a quanto si dice, nonostante i mille difetti e un finale decisamente poco efficace, nonostante ci provi, terribilmente americano e baraccone, che lascia aperta la via dei sequel (mai arrivati) e apre voragini nella sceneggiatura, il film a suo modo funziona. In un decennio di crisi per il cinema statunitense, soprattutto quello di genere, è bello vedere che escano prodotti anche bruttini, eppure ispirati, nonostante le mille citazioni, in grado di trasmettere balzi sulla poltrona e tensione.

Il film si mantiene sufficiente, grazie a semplici ed efficaci apparizioni spiritiche, invero in computer graphica, ma spesso giocate sul vedo-non vedo che funziona sempre in quanto a tensione. "Stay Alive" è il tentativo di rileggere in chiave ipermoderna il genere horror del gotico, cercando di portare una ventata d'aria fresca al genere. Non ci riesce, ma se ne apprezza lo sforzo, anche perchè, durando pochissimo riesce ad intrattenere e a divertire con destrezza.

Non importa quindi, che almeno due dei personaggi siano irritanti e che gli altri si comportino in maniera decisamente poco brillante, o che il protagonista sembri uno stoccafisso, questo è uno di quei film in cui conta il ritmo e il coinvolgimento. Un filmetto onestissimo e consapevole dei propri limiti, che punta solo ad intrattenere e divertire per poco meno di un'ora e venti. Il risultato è di quelli che si dimenticano in fretta, ma non delude eccessivamente.

IL MIO VOTO: 6.0






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